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lahaine
CE SOIR, ON IMPROVISE


Diario


7 novembre 2008

Aveuglement

Leggere Saramago mi aiuta sempre in molto sensi, sotto molti aspetti.
Si altalenano i giorni di sole ai giorni di pioggi, fa freddo fuori anche se la luce gialla mi illumina il viso.
Faccio spola ogni weekend da casa a Milano, da Milano a casa. Ultimamente è diventata più una sofferenza che altro questo riapparire a singhiozzi.
Spesso le persone a cui tieni di più sono quelle a cui non interessa più un gran che vederti.
Poi c’è stato il matrimonio elegante, i vecchi amici tutti intorno, tante risate, tanti abbracci. Mi sono chiesto come sarei adesso se tutto fosse andato diversamente.
Se fossi felicemente rimasto con l’ultima fidanzata, se non fossi scappato dal piccolo paese. Forse le persone che tutti i giorni mi circondano avrebbero uno sguardo più vero e semplice. Forse io sarei rimasto meno sofisticato e più ingenuo. Non è sempre un male.
Adesso come adesso, un po’ mi dispiace.
Il sabato sera dopo sono danzante a Torino tra fiumi di alcool e corpi eccitati che mi si avvinghiano addosso senza neanche pensare a quello che stanno facendo. Ma io sono moralista, idealista, bigotto o noioso, chiamami come meglio credi, ed anche da ubriaco non ho bisogno di avere nessun tipo di trofeo, non importa che sia di saliva o sborra, non importa la quantità di piacere che potrebbe procurami, ho il cuore chiuso nel mio cofanetto di velluto, e non voglio che sia graffiato di nuovo da qualche stupidaggine.
Qualche anno fa questi pensieri non mi avrebbero neanche sfiorato il cervello. Mi sento vecchio, mi sento fuori dai tempi e dalle tendenze. E dire che non mi importa poi molto è una bugia. Non ho mai pensato che mentire fosse una cosa cosi grave, se non a me stesso forse...
Che noia le persone che coninuano a ripetere « Io non sopporto gli ipocriti ! »..... ouff, che noia. Beato te che sei sempre cosi puro e trasparente !
Ho scoperto anche una fortissima insofferenza verso le persone che mi raccontano i loro sogni. Ora, io non ho nessun tipo di nozioni psichiatrica o psicologica, tutto quello che so o ritengo vero sull’argomento l’ho letto su qualche banale rivista mensile o attraverso sentito dire. E se spesso i sogni sono situazioni improbabili e bizzarre, del tutto distaccate dalla realtà, a me cosa mai potrebbe freagrmene di sapere quale volo pindarico incomprensibile la tua mente ha svolto nell’ultima nottata. Non mi interessa e non è piacevole. Anche perchè alla fine del racconto cosa ci si aspetta che l’interlocutore risponda ? Un’analisi psicologica del riscontro che le immagini del sogno hanno sui fatti reali ? Un parere scentifico sul fenomeno ?
Pero pare un po’ brutto dire « Guarda in realtà non me ne frega un cazzo », quindi uno spiega un sorriso più o meno telematico, a seconda delle situazioni e del contesto in cui ci si trova, e fa un po’ finta di niente.

Ho riflettuto a lungo, tornare indietro nel passato clandestinamente non porta mai nulla di troppo piacevole.
Disseppellire cose e persone, relazioni ormai sciamate in nulla non mi porta davvero a nulla.
Duarnte la serata Torinese, ho incorciato il mio grande amico de quando ero un adolescente. Mi ricordo quanto eravamo inseparabili, quasi in simbiosi.
Facevamo tutto insieme, il primo bacio, la prima canna, la prima serata in discoteca, la prima volta con una ragazza.
Le serate in motorino in giro per i paesi della provincia “bene” Milanese, i pomeriggi al parco sempione, i concerti degli Articolo 31.
Sono passati 10 anni, ed è stato cosi strano. Quando l’ho visto nel locale mi si è illuminato il viso, mentre lui con un’indifferenza indescrivibile mi ha scartato tra la folla e con due frasi di una banalità pazzesca si è liberato di me senza troppo pensarci su. Il mio sguardo lo ha distrattamente incrociato diverse volte durante la serata, ed ho avuto l’impressione che il tempo che su di me, come su tutte le persone del mondo, ha portato cambiamenti e crescita, su di lui non fosse mai passato. Ho rivisto il ragazzino di 16 anni contornato da belle ragazze e vestiti appariscenti. Lo sguardo cosi vuoto e senza carattere, il cervello che funziona per inerzia. Davanti a me non c’era altro che un ammasso di muscoli e vestiti firmati.
Questa sensazione voglio che rimanga tale. Credo che sia meglio non scoprire se quello che ho sentito sia vero o meno. Lascio che la sua immagine nella mia testa rimanga quella del pischello in motorino, con la sigaretta in bocca e le scarpe da discoteca ai piedi. E nulla più. Preferisco proteggermi da qualsiasi brutta sorpresa.
Il ricordo di una passione mai consumata mi ha quasi travolto, qualche tempo fa. Forse è da li che ho iniziato a convincermi che girarmi indietro, andare a ravanare nelm sacco dei ricordi non mi porta mai a qualcosa di costruttivo. Senza dimenticare, ma solo ricordare
Questo riesumare cadaveri del passato avviene sempre più spesso attraverso quella betoniera di cazzate che è Facebook. Non so se qualcuno ha notato che la parola « facebook » è ormai quasi più pronunicata della parola « cazzo ».
Farebbe molto alternativo non esservi iscritto, ma credo che lo spasmodico desiderio di essere « strano » l’abbiamo lasciato in « via Niccolini 16 » tre anni fa.
E quando la sera torni a casa e devi preparare da mangiare per due, quando passi il tuo weekend a fare le pulizie, quando il tuo cesto al supermercato non contiene più quei 4 articoli per la cena ma i suoi cereali del mattino, il suo succo di frutta e il vostro bagnoschiuma, quando inizi una convivenza cosciente che state cercando insieme la vostra casa per l’anno prossimo, che dovrete andare in comune per stipulare il Pacs e sulla carta d’identità non risulterai più « célibataire », ti rendi conto che forse l’essere « strano » non è più una priorità e che la tua creatività starà semplicemente nel rendere originale e bella la quotidianità.
E non è che non hai più voglia di sbatterti a fare il fotografo mancato, il grafico fallito, con le all star ai piedi e le spelline attaccate al giubbottino da emo, semplicemente non hai più tempo ed energie per dedicarti a queste cose, perchè la tua daily life comporta troppe altre cose. E poi a quasi trent’anni, ci siamo anche un po’ stancati di correre dietro alle mode. Non che io abbia mai avuto un gran gusto per l’estetica, purtroppo...

Ho finito la storia che stavo scrivendo da un po’. L’ho letta e riletta, mi è sembrata sempre un po’ noiosa. Ed ero cosi invidioso quando leggevo Giordano pensando che ha un anno meno di me e che in un colpo a tirato fuori un libro cosi bello.
Magari avessi io un dono cosi grande.

Non riesco a capire se il verismo e la razionalità di questo periodo siano dettati da una nebbia che mi offusca la mente o dal fenomeno opposto, il fatto di aver finalmente aperto gli occhi su qualcosa. Non so proprio in che direzione indirizzare il mio giudizio.
ma poi mi chiedo, devo perforza sceglierne una ?




permalink | inviato da lahaine il 7/11/2008 alle 17:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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